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Sentirsi utili lavorando: un’esperienza al centro don Orione

Sentirsi utili lavorando: un’esperienza al centro don Orione
A Chirignago i laboratori che rendono autosufficienti gli ospiti e danno loro soddisfazione

Luca è in sedia a rotelle, ma questo non gli crea problema: prende la carta vetrata e carteggia un pezzo di legno. Va avanti così – carta vetrata in mano e legno, da guardare e ammirare per come cambia – per tutta la mattina. Non è una fatica, non è un obbligo: è la sua giornata, che riempie di passione. Nonostante la disabilità.

Dalla falegnameria alla ceramica ogni giorno, come Luca, al Centro Don Orione di Chirignago, ci sono altri ospiti che svolgono attivamente una routine lavorativa. 

«ll lavoro gli permette di contribuire e sentirsi utili nel fare qualcosa per gli altri», descrive Diana Mariuzzo, una delle operatrici del centro. «Essere consapevoli che le loro azioni hanno un significato tangibile è fondamentale».

Il lavoro nella falegnameria al centro don Orione

All’interno della falegnameria i ragazzi sono suddivisi in due gruppi, c’è chi si occupa del carteggio e chi lavora il legno delle cassette.

«Il territorio ci dà le scatole che non usa più», racconta Diana Mariuzzo. «Ci forniscono vecchi contenitori di formaggio o altre strutture in legno che lavoriamo e dipingiamo».

Nel laboratorio del riciclo del legno gli ospiti carteggiano i bordi e successivamente fanno la parte di decoro.
Parallelamente, nel processo di lavorazione delle cassette di verdura, queste vengono riciclate per essere utilizzate come legna per accendere il fuoco. In questo contesto gli ospiti hanno il compito di smontare le cassette e togliere le varie graffette. «Questo è un posto ambito, tutti vorrebbero venire a lavorare in falegnameria», afferma l’operatrice.

Diverse vie dell'espressione: lavoro, ceramica e cura del giardino nel centro don Orione

La falegnameria rappresenta solo una delle molteplici opportunità lavorative offerte dal centro. All’interno della realtà, è presente anche un laboratorio di ceramica, ampliando così le possibilità di coinvolgimento e espressione creativa per gli ospiti. «Di solito lavoriamo su commissione», spiega una delle operatrici dell’associazione. «I ragazzi si occupano di ogni fase del lavoro. La nostra principale attività consiste nella creazione di bomboniere per lauree o battesimi, e inoltre, gestiamo ordini per la realizzazione di vasi espositivi».

Gli ospiti possono anche lavorare all’interno dell’azienda agricola del centro e si occupano della manutenzione del giardino.
Questo sottolinea quanto i residenti considerino la struttura non solo un luogo di accoglienza, ma una vera e propria casa da preservare con affetto.

Lavorare in autonomia

Le diverse attività sono pianificate dalle 9 del mattino a mezzogiorno, configurandosi come veri e propri impegni lavorativi. Settimanalmente, dal lunedì al venerdì, alcuni residenti si dedicano con dedizione a queste occupazioni. Ciò che rende particolare questa esperienza è la capacità di autosufficienza degli ospiti, che affrontano le sfide lavorative in modo indipendente.

Coinvolgere i residenti in questo tipo di attività emerge come una scelta appropriata per favorire il loro senso di appartenenza alla comunità e per farli percepire come cittadini attivi e utili al prossimo.

Pertanto, gli oggetti realizzati dagli ospiti vengono anche venduti alle mostre e ai mercatini.

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