

«Ah bea vita fate voi!», in effetti partecipare ad una ultramaratona (N.d.r. UltraMarathonFestival 2023) e fare solo 19km in sei ore non sembra un risultato eclatante, però per Claudio lo è stato. Ma chi è Claudio? Fino al 2023 bidello allo Zuccante ora è in pensione. «Io ho aperto il mio negozio “We Sport” a Mestre nel 2021 – racconta Daniele il titolare – mentre stavo pensando di creare un gruppo di corsa per coinvolgere i residenti di Carpenedo, Claudio ha iniziato a venire in negozio, siamo diventati amici e mi faceva compagnia, non mi sono fatto fermare dal fatto che fosse diverso, perché mi ha subito dimostrato che era speciale». Claudio infatti è un soggetto disabile, ma con una enorme voglia di vivere e il sorriso sempre stampato sulle labbra. «Così ho pensato che sarebbe potuto entrare in “squadra” anche lui e forse il gruppo di atletica sarebbe potuto essere non il solito ritrovo di runner», aggiunge Daniele.
Così con l’aiuto di Paola, la cognata di Claudio, è iniziato il ritrovo che da poche persone in breve è diventato appuntamento fisso per almeno una decina e ha preso il nome proprio da come gli altri partecipanti salutavano Claudio e Paola alle prese con le lunghe pause richiesta dalla loro prima maratona: nasce così il “Team Bea Vita”. Visto che Claudio in negozio continua ad attirare clienti, non ha sorpreso nessuno che a un certo punto sia arrivato Giacomo, il papà di un ragazzo autistico, per aderire. «Con questo che non parla però ti gà da darme una man», ha commentato Claudio rivolto al genitore. «Le nostre passeggiate del sabato mattina hanno iniziato far girare la voce che è arrivata a Raffaella, un’assistente sociale del Comune di Venezia – spiega Paola – che ci propone di inserire l’attività fra quelle patrocinate dall’amministrazione. La prima struttura a rispondere è Cooperativa Sociale Servizi Associati – CSSA».

Da aprile 2024 ogni sabato mattina, meteo permettendo perché in caso di pioggia il gruppo dirotta su un bar vicino al negozio, alle 12.30 quando Daniele chiude il negozio la squadra si mette in cammino. «Nel tempo ci ha contattato un’altra struttura – spiega Paola – Anfass di via Portara che fornisce servizi di vita assistita nella propria casa di Carpenedo per ragazzi con disabilità. Abbiamo coinvolto ragazzi che giocano nella Reyer Basket Unificato, Claudio poi nuotava alla Polisportiva Terraglio, così aggregare “vecchi” compagni non è stato difficile. Dai 5/6 che eravamo inizialmente col primo nucleo abbiamo raddoppiato i numeri, tanto che oggi per ogni uscita ci sono circa 10/12 disabili più gli accompagnatori. Ormai siamo un gruppo organizzato a cui partecipa anche chi ha qualche problema di deambulazione, l’importante è passare un’oretta e mezza insieme camminando o facendo attività, in totale sicurezza grazie prima di tutto all’educazione all’ascolto dell’altro».
Claudio è stato proposto da subito come capitano della squadra e ha sentito il peso di questo ruolo, impegnandosi nella gestione dei suoi compagni. «Tutto è nato da un’idea condivisa con Giacomo, il papà di Francesco – racconta Daniele di We Sport – ma sta in piedi grazie al grande impegno di Paola che tiene l’insieme unito durante la settimana gestendo i rapporto anche con le cooperative, con un’opera di organizzazione attraverso Whatsapp». I ragazzi del “Team Bea Vita” sembrano capirlo nel profondo, tanto da ricambiare questo sforzo con una grande attenzione e passione per questi momenti sportivi. Fra le esperienze ci sono state la partecipazione a corse non competitive e tre anni di “raccolta fondi” per AcliCoop (un’altra cooperativa sociale “amica”) per cui venivano venduti i braccialetti gialli brandizzati della squadra, andando puntualmente esauriti. «Abbiamo fatto anche la Venice Marathon ludico-motoria varie volte io e Claudio – racconta Paola – seguiti anche da altri ragazzi che hanno dovuto imparare a gestire lo spazio con altri atleti e a starci insieme».

Ma le iniziative non finiscono qui, infatti grazie alla collaborazione con Renato, vengono organizzate due uscite speciali a Venezia, studiando itinerari specifici con luoghi poco battuti dal turismo di massa, ideali da girare a piedi e in vaporetto, per percorsi che a fine giornata arrivano anche a 10 chilometri, per dare un momento di svago anche alle famiglie, nonostante qualche mamma si aggiunga al gruppo. «Non avevo mai fatto volontariato – confessa Renato – però ho scoperto che quello che dà indietro come attività non ha eguali, questi ragazzi danno tantissimo senza voler niente in cambio, è qualcosa che consiglio a tutti, a me ha fatto passare dei momenti di sconforto, insegnandomi che stare insieme in amicizia e sentirsi utili è bellissimo. Per studiare i percorsi leggo libri di leggende e storie dei vari sestieri della città, pianificando anche le pause e le tappe dove pranzare, che devono essere in spazi accessibili e possibilmente, aperti. La cosa più divertente? Aver trovato la guida che aveva scritto il libro che usavamo per raccontare i luoghi della città».
«Camminare solo al parco della Bissuola mi sembrava riduttivo – spiega Paola – ecco perché ho chiesto a Renato se potevamo andare a Venezia, sembrava un’idea folle ma da noi nasce tutto un po’ così, per la gioia di condividere e distribuire i pesi, infatti farlo tutti insieme è molto più semplice, quando siamo per Venezia genitori, operatori e i ragazzi stessi si aiutano in tutto, così quello che è pesante per uno è leggero per tutti». Con lo stesso spirito dal 2025 il “Team Bea Vita” partecipa anche a “Salta, cori e zoga” e “S.P.R.I.N.T.” del Comune di Venezia nel segno della partecipazione fra sport e integrazione col territorio, oltre alla Maratonella di Campalto. Ma non sono mancate gare di nuoto, ospitate anche nella piscina di Villa Loredana a Casale sul Sile, qui Claudio si è rivelato di nuovo trionfatore. Non è un caso che ora indossi una maglietta con scritto dietro “Il Boss Claudio”.

Lo sport ha il dono di unire, creare legami e questa esperienza non fa eccezione, però ha qualcosa in più della sola attività fisica. «Da questi ragazzi non si finisce mai di imparare stando con loro – racconta Daniele – io sono umorale e gestire un negozio non è sempre semplice, ma Claudio con la sua gioia di vivere ogni volta che viene a trovarmi mi strappa un sorriso, inizialmente pensavo di dover essere io a gestirlo, invece è lui che quando passa in 5 minuti ha il potere di annullarmi lo stress, dandomi una prospettiva diversa da cui vedere i problemi, prendendo la vita con più leggerezza». Come aggiunge Renato: «La cosa più bella che ho provato sono stati i ringraziamenti delle mamme dopo le gite a Venezia, quando mi raccontano il senso di liberazione e quanto siano state bene con i figli senza l’angoscia di dover pensare a loro perché tutto il gruppo collabora, per rendere sereno il tempo passato insieme per tutti».
La paura dei genitori infatti, soprattutto nel caso di assenza di fratelli, è quella che dopo gli sforzi per rendere autonomi i figli alla loro scomparsa possano finire in una struttura è grande. «Si parla molto di sociale, ma i problemi restano sulle spalle delle famiglie – conclude Paola – nel nostro piccolo stiamo normalizzando il concetto che l’unione può fare la differenza e i nostri ragazzi sentono in modo profondo quando si fa qualcosa per loro e ci dimostrano una grande riconoscenza. Ecco perché sarebbe meraviglioso riuscire ad aggregare qualcun altro a questo progetto, gli operatori sociali del comune già ci propongono, ma non è sempre semplice perché siamo in pochi. Nonostante questo però il negozio di Daniele ha attivato queste relazioni nel vicinato e in un periodo di carenza di volontariato, con sempre meno persone attive per gli altri, resta una luce in uno dei pochi quartieri di Mestre ancora vissuti. Insomma chi vuole unirsi a noi può scrivere direttamente sulla nostra pagina Facebook o sul profilo Instagram del “Team Bea Vita” o passare da “We sport”!».
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