

Un festival che, in uno scenario internazionale sempre più drammatico e frammentato dai conflitti, cerca di unire le voci di scrittori da tutto il mondo. La letteratura infatti è quel terreno che aiuta a comprendere l’altro e allena all’umanità. Dal 15 al 18 aprile torna a Venezia per la 19^ edizione “Incroci di Civiltà”, l’atteso Festival Internazionale della letteratura ideato e promosso dall’Università di Ca’ Foscari. La rassegna, diretta da Flavio Gregori, in collaborazione con il Comune di Venezia e con la Fondazione di Venezia, che si avvale del sostegno di Marsilio, Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondazione dell’Albero d’Oro ed è in partenariato con molte istituzioni e soggetti locali, nazionali e internazionali, in quattro giorni vedrà arrivare a Venezia 23 scrittori per un totale di 18 incontri (prenotazioni aperte e calendario completo sul sito www.incrocidicivilta.org).L’apertura di mercoledì 15, alle 17.30, al Teatro Goldoni, sarà affidata al pianista iraniano Ramin Bahrami, con un concerto dedicato all’incontro fra musica orientale e occidentale, tra Bach, Beethoven, Bartok e Rohani. Proprio Bahrami, nato a Teheran nel 1976, da ragazzino con la sua famiglia è scappato dal suo Paese. Formatosi tra Milano, Imola e Stoccarda, in particolare sulla produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, di cui è considerato uno dei più interessanti e importanti interpreti, Bahrami, dopo essersi esibito in passato anche sul palcoscenico del Teatro La Fenice, fa così ritorno in laguna, dove nella giornata di giovedì 16, alle ore 15 a Palazzo Flangini – Fondazione di Venezia, dialogherà inoltre con Giovanni De Zorzi e Giovanni Dell’Olivo. Prima del concerto, sul palco verrà assegnato il Premio Cesare De Michelis per l’editoria innovativa, promosso dalla famiglia De Michelis, da Marsilio e Incroci di Civiltà, all’editoreJonathan Galassi. David Uclés, scrittore, musicista, disegnatore e traduttore, riceverà invece il Premio giovani Incroci – Albero d’Oro e a seguire verrà consegnato il Premio Incroci – Musei Civici di Venezia.

La giornata di giovedì 16 si aprirà alle ore 10 all’Auditorium Santa Margherita – Emanuele Severino con la scrittrice taiwanese Ping Lu, nota per la sua capacità di attraversare, sempre da una prospettiva femminile, generi diversi. Alle ore 12, invece, sarà la volta di Davide Zannoni, professore emerito di Microbiologia dell’Università di Bologna, pioniere degli studi di biochimica e fisiologia dei batteri fotosintetici e aerobici, autore di quasi duecento pubblicazioni scientifiche internazionali e divulgatore scientifico, che dialogherà con Sabrina Tamburini per presentare la sua prima raccolta di saggi divulgativi di argomento microbiologico “Invisibili giganti. Storie di microbi fra scienza e curiosità” (Carocci, 2025). Alle ore 17, di nuovo all’Auditorium Santa Margherita, attesissimo l’incontro con l’americano Jonathan Galassi, che dialogherà sull’importanza dell’editoria di qualità per la cultura e la democrazia con Fiona McCrae e Teresa Cremisi. Oltre ad essere editore, Galassi è autore e traduttore in inglese di Leopardi, Primo Levi ed Eugenio Montale, inoltre ha pubblicato romanzi e raccolte poetiche. Una scelta delle sue poesie, che leggerà durante la mattinata poetica del 17 aprile, viene pubblicata nella collana di Incroci di civiltà in occasione del Festival. A Palazzo Flangini – Fondazione di Venezia, alle ore 17.30, la giornalista e scrittrice Widad Tamimi, nata a Milano nel 1981, figlia di un profugo palestinese e di una donna di origini ebree, nel suo più recente libro, Dal fiume al mare (Feltrinelli, 2026), intreccia memoria personale e riflessione civile sul conflitto israelo-palestinese a partire dalle proprie origini e dallo sguardo dei bambini.
La sezione “Poeti per Incroci”, aprirà invece la giornata di venerdì 17. Alle 9.30 all’Auditorium Santa Margherita ci saranno Kim Simonsen (Danimarca – Isole Fær Øer), scrittore e studioso attento all’ecocritica, al postumanesimo e alle interconnessioni tra natura, memoria e linguaggio; Dmitrij Strocev, oggi esule a Berlino dopo essere stato arrestato nel 2020 per aver partecipato alle proteste in Bielorussia, e Juan Ignacio Siles del Valle (Cile – Bolivia), poeta e già ministro degli Esteri della Bolivia e membro dell’Accademia boliviana della lingua. A seguire ci sarà Carol Ann Duffy, tra le più importanti poetesse britanniche contemporanee. Nel pomeriggio, alle ore 15, sarà la volta di Ibrahim Darghuthi, tra gli scrittori più significativi della letteratura tunisina contemporanea, noto per la sua analisi della realtà sociale del sud tunisino e per il coraggio con cui affronta temi controversi. Alle ore 19.00 lo spagnolo David Uclés converserà con Adrián J. Sáez. Nato a Úbeda nel 1990, Uclés è scrittore, musicista, disegnatore e traduttore. La sua opera, improntata al realismo magico, è in corso di traduzione in diciassette lingue. Ha recentemente vinto l’82° Premio Nadal e il suo romanzo La penisola delle case vuote, pubblicato in Italia da Neri Pozza in occasione del festival, è stato uno dei casi editoriali recenti più rilevanti in Spagna.

La giornata conclusiva di sabato 18 si aprirà alle ore 10.30 presso la Fondazione Querini Stampalia con Stevo Grabovac, una delle voci più originali della letteratura contemporanea dei Balcani. A seguire, alle ore 12, è attesa Sara Stridsberg, scrittrice e drammaturga tra le principali voci femministe e artistiche della Svezia contemporanea, mentre la chiusura alle 17 è affidata a Geoff Dyer, uno dei più importanti scrittori e saggisti inglesi contemporanei, i cui libri attraversano temi come jazz, fotografia, cinema, guerra e viaggio. L’indiana Dayanita Singh, tra le figure più riconosciute della fotografia contemporanea internazionale, che lavora in particolare su sequenza, archivio e memoria, presenterà invece all’Archivio di Stato di Venezia la mostra personale ARCHIVIO, aperta fino al 31 luglio. Alle ore 19.00 all’Auditorium Santa Margherita, gran finalecon Zadie Smith, che a soli ventitré anni si è imposta sulla scena internazionale con Denti bianchi, divenuto subito un caso letterario parlando della Londra multiculturale dell’inizio del millennio, mentre sua opera più recente è L’impostore. «I temi al centro di Incroci di civiltà – ha detto il direttore del Festival, Flavio Gregori – ruotano intorno a un elemento distintivo: l’universalismo, ovvero quale sia all’interno della scrittura, della creazione e dell’approccio ai lettori e alle lettrici, l’elemento universale che tiene insieme l’umanità. In questo senso Incroci di civiltà è un festival “umanistico” nel quale si cerca di comprendere l’altro e il senso di umanità».
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