
Prosegue il percorso alla scoperta delle chiese di Dorsoduro nel cuore di Venezia, dove tra un palazzo storico e una calle si nascondono una moltitudine di chiese: silenziosi scrigni d’arte e cultura come la chiesa di San Trovaso e quella dei Gesuati che ospitano l’arte di Tintoretto, Tiepolo e di altri maestri della scuola veneta. Alcuni di questi luoghi sacri fanno parte di Chorus, Associazione per le Chiese del Patriarcato di Venezia che si impegna a valorizzare il patrimonio artistico e architettonico degli edifici sacri. L’idea è quella di un vero e proprio “museo diffuso” che abbraccia l’intera laguna.

L’itinerario dedicato agli edifici sacri prosegue in un luogo che affonda le sue origini nella prima metà del IX secolo: la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, in volgo conosciuta come San Trovaso. L’edificio, eretto in onore dei martiri le cui reliquie si trovano a Milano, subì diversi processi di ristrutturazione e un’intera ricostruzione avvenuta tra il XVI e il XVII secolo per mano di architetti legati alla scuola di Palladio. La particolarità di questa chiesa risiede nella sua struttura esterna e più precisamente nelle sue due facciate: quella principale, rivolta a Sud-Ovest e affacciata su un campo rialzato con un pozzo, è caratterizzata da una grande finestra semicircolare e un timpano triangolare; la seconda, molto simile alla prima, si riflette sul canale ed è affiancata dal campanile. Varcando la soglia, ci si trova immersi in una pianta a croce latina a navata unica e circondata da cappelle laterali, le quali ospitano opere degne di nota. Tra queste opere troviamo dei capolavori di Tintoretto, come la celebre “Ultima cena”, il dipinto in cui il maestro 500esco raffigura il momento dell’annuncio del tradimento. Qui il dinamismo delle reazioni degli Apostoli è accentuato dall’ardita composizione, dai toni chiaroscurali, con il tavolo con lo spigolo rivolto verso lo spettatore. Tra le opere degne di nota anche la commovente “Crocifissione con le Marie”, l’“Adorazione dei Magi” e “San Gioachino cacciato dal tempio” di Domenico Tintoretto. Ad arricchire l’atmosfera artistica e sacra di questo luogo sono tante altre sculture, come quella di “San Giovanni Battista” presente nel fonte battesimale, bassorilievi e oggetti di culto, come i maestosi candelabri del presbiterio in stile Brustolon.

Costeggiando le Zattere lo sguardo viene catturato poi dall’armonia barocca di Santa Maria del Rosario, meglio nota come i “Gesuati”. L’edificio, eretto tra il 1726 e il 1735, è il più grande esempio di complesso conventuale di quel secolo. La chiesa nacque su ordine dei Domenicani e aveva lo scopo di sostituire quella precedente, che tuttora sorge accanto, poiché divenuta troppo piccola per ospitare i numerosi fedeli. I Gesuati sono frutto di una collaborazione artistica tra l’architetto Giorgio Massari e altri due grandi artisti di quell’epoca, ovvero Giambattista Tiepolo e Gianmaria Morlaiter. I tre devono la loro fama proprio a questa grande opera architettonica. Non appena ci si addentra nell’edificio, lo sguardo viene rapito dal soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo che, con una pittura luminosa, narra l’“Apparizione della Vergine a San Domenico”, “L’istituzione del Rosario” e “La gloria di San Domenico” e numerosi monocromi. Questo luogo offre una ricca panoramica dello stato dell’arte a Venezia nel Settecento: al suo interno si trovano preziosissime opere di importanti artisti come Sebastiano Ricci, Gianmaria Morlaiter, Giambattista Piazzetta e Jacopo Tintoretto, tra cui la “Crocifissione” realizzata dal maestro e restaurata da Piazzetta in occasione del nuovo collocamento. É così che tra i chiaroscuri di Tintoretto e la luce di Tiepolo si cela la storia della città: un intreccio di fede, storia e cultura. Ma questo è solo l’inizio del viaggio alla scoperta del patrimonio artistico e culturale delle chiese della città lagunare che attraverserà tutti i sestieri per scoprire architetture sacre e capolavori artistici.
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