Logo Crux

Tra sogni e leggende: le chiese di Santa Maria Formosa e San Lio

Alla scoperta delle chiese di Castello. Il settimo itinerario di GVperTe dedicato alle chiese di Venezia

All’estremità orientale dell’isola di Venezia si trova il sestiere di Castello, caratterizzato da una forma particolare che prima si stringe, poi si allarga e si biforca verso il mare. Tale sestiere, oltre ad essere il più esteso dell’isola, possiede una lunga storia che affonda le sue radici nell’Alto Medioevo. Il suo nucleo originario, chiamato Olivolo, fu sede della prima diocesi veneziana e punto strategico del sistema difensivo lagunare. Attorno all’anno Mille, mentre Rialto era il centro degli affari e San Marco il luogo del potere civile, Castello ospitava la zona industriale e portuale. All’interno di questo sestiere densamente popolato si trovano numerose chiese, tra le quali Santa Maria Formosa e San Lio, entrambe facenti parte del circuito Chorus, l’associazione che dal 1995 promuove e tutela le chiese e il patrimonio culturale veneziano.

Santa Maria Formosa: capolavoro rinascimentale nato da un sogno

Secondo la tradizione, la chiesa di Santa Maria Formosa fu una delle otto fondate nel VII secolo da San Magno, vescovo di Oderzo, su indicazione della Vergine apparsa in sogno nelle vesti di magnifica matrona, da cui deriva l’attributo latinoformosa” che significa bellissima.  L’edificio attuale, eretto nel 1492, è opera dell’architetto Mauro Codussi, il quale impiegò per la prima volta a Venezia i valori della visione plastico – spaziale toscana tipica del Rinascimento. La pianta, a croce latina e suddivisa in tre navate, rispetta la struttura della chiesa originaria del VII secolo e mantiene visibile il rifacimento realizzato nel XI secolo, quando la chiesa fu dotata di cupola e di una pianta a croce greca. All’interno viene ripreso lo stile brunelleschiano caratterizzato da membrature architettoniche in pietra grigia che risaltano sugli intonaci bianchi. Il Codussi morì nel 1504 senza concludere la sua opera. Le due facciate esterne, entrambe commissionate e finanziate dalla famiglia Castello, hanno due stili diversi. Quella che guarda il rio, realizzata nel 1542, è classicheggiante; mentre, quello che guarda sul campo, risalente al 1604, è in stile barocco così come il campanile, costruito nel 1688. Tra le opere d’arte custodite all’interno spiccano il celebre Trittico della Misericordia di Bartolomeo Vivarini, il Polittico di Santa Barbara di Palma il Vecchio e all’interno dell’oratorio si trova una Madonna con Bambino e San Domenico di Giambattista Tiepolo.

San Lio: l’evoluzione architettonica e la tomba del Canaletto

La chiesa di San Lio, risalente al IX secolo, sorge nel cuore di Castello ed è dedicata a papa Leone IX, detto San Lio in dialetto veneziano. Originariamente dedicata a Santa Caterina, nel XI secolo venne ricostruita e intitolata al pontefice che sostenne il patriarcato di Grado nella contesa contro quello di Aquileia. La nuova costruzione presentava un impianto a tre navate in pieno stile bizantino, a cui si aggiunsero delle modifiche nel XV secolo. In seguito, nel Settecento, la struttura venne radicalmente trasformata: il campanile venne abbattuto e la navata divenne unica. Nonostante le varie alterazioni, all’interno sono tuttora conservati opere di straordinario valore culturale e artistico. Sull’altare maggiore campeggia la pala di Palma il Giovane con il Cristo morto sostenuto da angeli e santi, invece sul secondo altare a sinistra si trova l’Apostolo Giacomo realizzato da Tiziano. Il soffitto è dominato dall’affresco di Giandomenico Tiepolo raffigurante San Leone in gloria. Un altro tesoro presente all’interno della chiesa è la cappella Gussoni, interamente realizzata da Pietro Lombardo e con una pala marmorea del figlio Tullio. Nel pavimento davanti a questa cappella si trova sepolto il celebre Antonio Canal, detto il Canaletto.

La leggenda del demone del campanile

Questi due luoghi racchiudo ulteriori magnifici dettagli e leggendarie storie da raccontare. Ad esempio, sopra alla porta d’ingresso del campanile di Santa Maria Formosa è stata posta una testa grottesca con lo scopo di scacciare il demonio che veniva narrato si divertisse a suonare le campane durante la notte. Per poter immergersi appieno nell’enorme ricchezza storica e artistica che racchiudono questi luoghi non resta che visitarli. Questo, però, è solo l’inizio del viaggio alla scoperta dei tesori del sestiere di Castello.

Autore:

Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!