

Un evento di grazia in un momento storico segnato da guerre, tensioni e conflitti. Don Roberto Donadoni, parroco del Santissimo Salvatore e Santo Stefano, definisce così l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous (1844-1879), la veggente di Lourdes conosciuta per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in una grotta del suo paese. Da sabato 23 maggio fino al 31 la chiesa veneziana di San Salvador custodirà la grande teca dorata, preparandosi ad accogliere centinaia di fedeli desiderosi di sostare davanti alle reliquie per qualche istante, affidando alla santa le proprie angosce e preoccupazioni. «Bernadette – osserva don Donadoni – incarna la storia di una ragazza povera, fragile e malata, che tuttavia ha cambiato (anche se in modo inconsapevole) il mondo: si è fidata totalmente di Dio. Ospitare le sue reliquie significa accogliere la semplicità della fede. Perché Lourdes, oggi, attira milioni di pellegrini? Le persone vanno lì con le proprie ferite; non con le certezze in tasca, ma con le domande che portano nel cuore, con il dolore e con la malattia. Lourdes non promette dei miracoli, ma offre la speranza. È il luogo in cui il cielo si avvicina alla fragilità umana. In modo particolare in questo momento storico, abbiamo bisogno di segni di speranza». Le reliquie di Santa Bernadette stanno attraversando più parti d’Italia, in un lungo itinerario che prevede anche una tappa veneziana. In partenza da Saluzzo, in Piemonte, raggiungeranno nella giornata di sabato la Scuola Grande di San Teodoro, da dove poi partirà una breve processione fino alla limitrofa chiesa di San Salvador. Dopo la sosta in Laguna la teca ripartirà per raggiungere la Diocesi di Piacenza.

Nata in una famiglia francese di umilissime origini, a soli 14 anni Bernadette divenne la testimone di diciotto straordinarie apparizioni della Vergine Maria nella grotta di Massabielle, a Lourdes. Nonostante le pressioni delle autorità e l’improvvisa notorietà, mantenne sempre una disarmante umiltà e fermezza nel raccontare ciò che aveva vissuto personalmente. In seguito scelse la via del silenzio e della preghiera ritirandosi nel convento delle Suore della Carità, a Nevers, dove visse il resto dei suoi giorni accettando con straordinaria pazienza la malattia. Oggi il suo corpo riposa incorrotto all’interno della cappella dell’ex convento di Saint-Gildard, a Nevers, custodite ed esposte ai fedeli all’interno di un’urna di vetro. L’iscrizione accanto al corpo recita: “Il corpo di Santa Bernadette riposa in questa cappella dal 3 agosto 1925”. E Lourdes, proprio grazie a lei, è diventata tra i santuari più frequentati al mondo. «Bernadette non era istruita. Il messaggio che ci arriva è chiarissimo: Dio non sceglie la forza, ma la povertà del cuore. Tensioni sociali e internazionali, divisioni all’interno delle famiglie: la pace nasce dalla conversione personale e Bernadette è il segno di un “disarmo” interiore, del cuore. Ci ricorda che è proprio nelle fragilità che può nascere una sorgente. Portare a Venezia – continua don Donadoni – anche la preghiera per la pace fra i popoli e nelle famiglie, appare oggi come la cosa più importante».

L’arrivo delle reliquie nella chiesa di San Salvador sarà preceduto, alle 16.45, dalla recita del rosario, mentre alle 17.15 è in programma l’accoglienza vera e propria affidata alla Santa Messa pontificale presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia, che vedrà la partecipazione della sottosezione Unitalsi di Venezia e Triveneto Aziendali. Per l’occasione la chiesa resterà aperta tutta la notte. La celebrazione vedrà anche la presenza di un’ospite speciale: Lisa Righi, accompagnata dalla sua famiglia, giovane veneziana che sta portando avanti un percorso di recupero motorio al San Bortolo di Vicenza dopo l’incidente in auto in cui si è trovata coinvolta (leggi qui). La sua storia ha toccato il cuore di tutti e la raccolta fondi lanciata online dai suoi genitori, per raggiungere la cifra necessaria all’acquisto di due macchinari donati proprio al nosocomio vicentino, è stata espressione di una generosità incredibile. «La presenza di Lisa è un segno. Quando era ricoverata in terapia intensiva, i medici dicevano che non si sarebbe mai ripresa. Le cose, fortunatamente, sono andate diversamente. Cosa ci dice la sua storia? Che la fede non elimina la prova, ma la attraversa. Anzi, la attraversiamo tutti insieme. In un mondo in cui si tende a vivere il dolore il solitudine, vedere una famiglia che non ha mai smesso e non smette di sperare è una testimonianza concreta. Fino al 31 maggio le giornate si snoderanno in una serie di momenti che consentiranno ai fedeli di raccogliersi dinanzi alle reliquie di Bernadette. Verrà garantita la possibilità di confessarsi sia la mattina che il pomeriggio e – tra i tanti appuntamenti – uno dei più suggestivi sarà quello in programma il 29 con la processione “aux flambeaux” da San Salvador fino a Santa Maria del Giglio, guidata da mons. Edoardo Cerrato. Il 30 saranno celebrate le Cresime, mentre il giorno successivo la chiusura della peregrinatio vedrà la presenza del gruppo “Genitori con un figlio in cielo”. Prima delle reliquie di Santa Bernadette, gli anni scorsi hanno raggiunto la chiesa di San Salvador anche un frammento in pietra della Casa di Maria, di solito conservata nella grotta dell’Annunciazione di Nazareth, le reliquie dei pastorelli di Fatima e una delle riproduzioni della Madonna Pellegrina di Fatima, accompagnata, nell’aprile del 2023, in uno spettacolare corteo di barche a remi lungo le acque del Canal Grande. Appuntamenti che hanno permesso di toccare con mano la grande devozione della gente.
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!