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Venezia celebra gli 800 anni di San Francesco

Il Comitato Veneziano 800 San Francesco lancia una serie di iniziative per celebrare l’ottavo centenario della morte del Poverello d’Assisi. La tradizione narra che Francesco, di ritorno dalla Terra Santa, si fermò proprio in laguna

Il 2026 non è un anno come gli altri per la galassia francescana: segna l’ottavo centenario della morte del Poverello d’Assisi, un anniversario che Venezia si prepara a vivere non come una ricorrenza “da museo”, ma come un’esplosione di vitalità. A coordinare questo fermento è nato il Comitato Veneziano 800 San Francesco, una realtà che, come racconta con un tocco di ironia il responsabile fra Francesco Daniel, ha avuto la sua “scintilla” ufficiale il 22 febbraio 2025, giorno in cui è nata la chat di coordinamento tra frati e laici. Alla presentazione del calendario delle iniziative, martedì 30 marzo nel convento dei Cappuccini a Mestre, il Presidente del Comitato Nazionale, il poeta Davide Rondoni, ha sottolineato come Venezia interpreti perfettamente la figura di Francesco: un uomo sospeso tra Occidente e Oriente. In una città spesso descritta come “morente” a causa dello spopolamento e della pressione turistica, la mobilitazione francescana si pone come un segno di vita ostinata e vivissima.

San Francesco e Venezia: una soglia tra mondi

Il legame tra il Santo e la città d’acqua affonda le radici nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa (1220-1221). La tradizione vuole che Francesco, sorpreso da una tempesta, trovasse rifugio proprio in Laguna, in quell’isola che oggi porta il suo nome: San Francesco del Deserto. Lì, il Santo avrebbe piantato il suo bastone da cui nacque un pino e avrebbe dialogato con gli uccelli, chiedendo loro silenzio per poter pregare. Oggi quel passaggio fisico si trasforma in un itinerario spirituale e culturale. Tra le iniziative presentate dal Comitato figurano: il libro degli itinerari francescani che Il 14 aprile verrà presentato all’Ateneo Veneto (leggi qui). Il volume, edito da Marcianum Press, mappa i luoghi francescani a Venezia, offrendo una “guida” per pellegrini e curiosi. Poi il pellegrinaggio acqueo: un gesto simbolico che attraverserà la laguna, collegando via acqua la chiesa di San Francesco della Vigna all’isola del Deserto. Inoltre, momenti di preghiera e dedicati all’arte: dalle conferenze su Giotto ai concerti con musiche originali (come quello recente di Gavin Bryars al Redentore), fino alla recita del Rosario nel Chiostro della Trinità ai Frari il prossimo 15 maggio.

Francesco oggi: una presenza che interroga

L’intervento di Sandro Cabassi, membro laico del Comitato, ha chiarito lo spirito dell’iniziativa: Francesco non è un personaggio del passato da studiare, ma una “presenza viva”. Citando il cardinale Federico Borromeo dei Promessi Sposi, Cabassi ha paragonato l’entusiasmo francescano a quella gioia contagiosa che spinge anche i più dubbiosi a mettersi in cammino. Anche oggi, «perché Francesco non è lontano né nel tempo né nello spazio». In un’epoca segnata dal predominio del virtuale sul reale e da una pace sempre più insicura, «il messaggio di Francesco offre una “sorgente autentica” per ritrovare la concordia. E il programma veneziano non cerca il successo mediatico o soluzioni tecniche ai mali della società, ma propone un “ascolto” corale».

Strumenti e partecipazione per 800 San Francesco

Per seguire il fitto calendario di appuntamenti, il Comitato ha lanciato un sito web dedicato e si avvale della collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale per il Turismo, la Cultura e dell’Ufficio Catechistico del Patriarcato di Venezia. L’invito è aperto a tutti: parrocchie, associazioni e singoli cittadini sono chiamati a non restare alla finestra ma a farsi coinvolgere da questa “umiltà creativa” che, partendo da una chat di WhatsApp, mira a risvegliare l’anima profonda della città. Un messaggio, quello di San Francesco, ancora attuale come ha ribadito in chiusura Gabriella Chiellino, fondatrice del Concorso Ecologika, partner dell’iniziativa: «Chi lavora per il territorio e la sua protezione ritrova già nel Cantico delle Creature l’invito ad abbracciare la sostenibilità perché nella natura ci sono tutti gli elementi per la nostra conversione ecologica».

Nel vicariato di Marghera un buono per ogni neonato

Un contributo in forma di buono acquisto per ogni bambino nato quest’anno nel territorio del vicariato di Marghera. È l’iniziativa presa, appunto, dal Vicariato per celebrare la vita nell’anno dedicato a San Francesco. Lo annuncia il Vicario foraneo don Mauro Haglich all’incontro di presentazione del programma di iniziative promosso dal comitato 800 San Francesco. Don Haglich, parroco di Sant’Antonio, comunità condotta per quasi un secolo e fino a poco tempo fa dai francescani, sottolinea come la vitalità del messaggio francescano vada celebrata anche con un gesto concreto che è in sé un inno alla vita. Così, per le famiglia dei nuovi nati a Marghera, ci sarà il buono acquisto (che verrà distribuito a fine anno), utilizzabile in una serie di negozi del territorio convenzionati con l’iniziativa.

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